8 giorno: Portomarin – Santiago de Compostela

Dati tecnici
Arrivo a Santiago de Compostela dopo 6 ore e 36 minuti avendo percorso 95,32 km

È stata una lunga “tirata” di quasi 100 km. Una sosta veloce a Melide e poi sempre avanti tra la carretera e lo sterrato: alla partenza da Portomarin la nebbia e le nuvole basse non volevano lasciare spazio al sole, ma dopo – in questo continuo conto alla rovescia – tutto era limpido e chiaro, come la “meta”.
Meno cinquanta, meno quaranta, meno trenta… È strano: cominci a rallentare, addirittura ti fermi, sopraffatto da un miscuglio di sensazioni e di pensieri, come negli occhi gocce di sudore e di emozione. Si scollina il monte Gozo e in lontananza vedi Santiago: l’avvicinamento lo vuoi, lo fai, lo devi fare lento. Non c’è stanchezza, forse solo incredulità.
Ed ecco la piazza: si arriva dovendo attraversare alcuni gradini con la bici a mano e dopo ci sei. Grande. Enorme. Ti giri ed eccola. La Cattedrale, lì davanti con la sua facciata imponente per la storia, accogliente per chi sa viverla.

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E “rimbalzi”: mi siedo di fronte sul selciato in quelle poche zona di ombra che una piazza di tanta ampiezza può concedere alle tre del pomeriggio.
La guardi, te la guardi: sei vuoto. Sei leggero. Sei sereno.
Poi entri e guardi frastornato l’interno cercando di renderti veramente conto di dove sei arrivato. Percepisci qualcosa di grande, ma in quel momento c’è troppa confusione, troppa gente, troppi turisti. E allora fuori, all’ufficio del pellegrino a prendere la Compostela: poca gente; in cinque minuti ho la “prova provata” dei miei chilometri, ma ti rendi perfettamente conto che i segni tangibili di questo viaggio sono marcati da un altro timbro ed impressi altrove.
Esco e trovo di nuovo Alfredo, il ragazzo spagnolo incrociato a Portomarin: andiamo a mangiare insieme e parlottiamo in un italiano-spagnolo per un’oretta. È reduce da un giro di tutta la Spagna di oltre 3000 chilometri: da Madrid a Barcellona, a Siviglia, a Logroño e poi via sul Cammino fino a Santiago. Ci salutiamo e all’ultimo mi regala un biglietto della lotteria: domani parte subito per Finisterre, perché martedì ha il pullman per Madrid. Buon ritorno Alfredo.

Trovo una pensione, mangio in un ristorantino nella piazza della cattedrale, ma ho una strana sensazione di vuoto dentro.

Vado a letto e il giorno dopo – un tranquillo lunedì dove la città è di nuovo se stessa e non più stuprata da orde di turisti – riscopro (riarrivo) a Santiago.
Una vera calma nella piazza con il continuo arrivare di pellegrini, festosi, contenti, ma di una felicità discreta perché la gioia grande è quella che hai dentro e non hai bisogno di “urlarla” al mondo. Tutti insieme a mezzogiorno entriamo per la Messa dei Pellegrini, la “nostra” Messa.

“La paz os dejo, mi paz os doy; yo no os la doy como el mundo la da”.

E vorresti abbracciare non solo Giacomo, ma tutte le colonne di questa cattedrale, tutte le sue pietre, perché le senti vive, le senti che parlano Storia, che raccontano i secoli di una tradizione che è etica del vivere, ricerca della pace, sollievo dalla sofferenza in un ecumenismo e in una comunione che sono banali quanto sono concreti e veri. Pietre che accarezzi, colonne a cui ti appoggi, mura che ti sorreggono e che ancora oggi sono lì per essere cornice e supporto alla storia dell’uomo, alla Tua storia.

Giri per Santiago in mezzo ai vicoli, tra i negozietti, i ristoranti, i bar in mezzo a pellegrini svuotati e frastornati e turisti ignari e inconsapevoli (immeritevoli?), ma poi ritorni nella piazza della Cattedrale per riempirti gli occhi della sua facciata alta verso il cielo, che ti ricorda gli spazi sconfinati delle mesetas e gli orizzonti della Galizia. E ritorni a sederti sui gradini della piazza, al sole, un sole che oramai ti è necessario come l’aria, un sole caldo che ti è stato compagno e amico nei chilometri trascorsi a pedalare.

E rimane solo una domanda, che non è banale, non è scontata perché già letta e non è ovvia, ma viene dal profondo: “Quando si riparte?”

PS: Resoconto tecnico: 839 km in 58 ore e 13 minuti.


Gli appunti presi sull’iPhone: scritti allora e lasciati così…

8 GIORNO
Santiago: 95,32 km / 6h36′
L’attesa… La tiratona (breve sosta a Melide e basta)
Il pranzo con “Alfredo” e i suoi racconti
La cena di polpo gallieno con la cattedrale di fronte
I turisti scemi, i ciclisti scemi.
  • alex

    Ma sei arrivato?

  • http://nicolayorietti.blogspot.com nick

    GRANDE!
    Che impresa, fisica e spirituale, saluta e ringrazia S.Giacomo anche da parte mia.
    e saluta la tua bici, non fidarti degli aereoporti e di chi gestisce i bagagli!!! (vedi ciampino)
    A presto

  • alex

    Caro Paolo che commozione nel leggere queste tue parole… A domani.