3 giorno: Logrono – Villafranca Montes de Oca

Dati tecnici
Arrivo a Villafranca Montes de Oca dopo 7 ore avendo percorso 91,50 km

Una giornata difficile oggi: si parte con un cielo che non promette niente di buono e colmo di nuvole gonfie e colori grigi. Era previsto: almeno un giorno di pioggia mi sarebbe capitato a causa di una grossa perturbazione che in questi giorni sta attraversando la Spagna da ovest ad est.
Intanto il tempo regge e allora via fuori da Logroño a macinare chilometri: l’uscita dalla città è molto facile ed è bello ripercorrere il viale centrale della città in bici ritrovando i luoghi e gli scorci apprezzati nella serata del giorno precedente. Si passa per un grande parco pieno di alberi, laghetti, piste ciclabili e sentieri dove trovi molte persone che corrono nel fresco della mattina: non solo pellegrini.
Dopo circa 30 chilometri mi fermo, per una piccola sosta, nel paese di Navarreta nella sua piazzetta centrale di fronte alla Chiesa dove entro per un momento di riflessione.
Riprendo ma il tempo non promette nulla di buono: comincia a piovere. Sto affrontando uno sterrato argilloso che con l’umidità della pioggia si trasforma in una sorta di pongo che si incolla alla bici e ti frena in modo incredibile non facendoti superare i 10 km/h.
Allora mi fermo: aspetto quasi un’ora. Fa freddo. Ti vengono strani pensieri di scoramento che vuoi scacciare.
E allora avanti: si riparte “intabarrati” e con le borse ricoperte dalle sacche antipioggia. Il terreno è ancora umido e l’andare procede molto lento, ma il paesaggio comincia a diventare terso con colori contrastati e puliti dalla pioggia.

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Supero Santo Domingo de la Calzada passando per il bel centro dove mi faccio fare il timbro con il gallo simbolo del paese e arrivo a Grañon, conosciuta per l’energica ma cordiale ospitalità del suo parroco: è troppo presto per riuscire ad incorciarlo, ma, come detto in tutte le guide, la “sua” chiesa è sempre aperta. Entro dopo aver mangiato e bevuto qualcosa: è una chiesa molto particolare, accogliente con diversi opuscoli e foglietti che ti invitano alla calma, alla tranquillità nell’affrontare il Camino e a concederti qualche momento di riflssione intima e silenziosa. Forse oggi è proprio necessario.
Vado avanti con un po’ di fatica perché il terreno è pesante ed è un continuo saliscendi: spesso ci si affianca alla statale N-120 dove con gran meraviglia e piacere i camionisti, che sfrecciano sui loro tir, ti suonano e ti salutano con il braccio alzato a darti coraggio e a farti sentire meno solo.
Finalmente arrivo a Villafranca Montes de Oca, dove decido di fermarmi: cerco un ostello e ne trovo uno carinissimo affiancato ad un albergo a 3 stelle dal sapore medievale e cavalleresco. Con grande sorpresa sento finalemte parlare italiano da alcuni ragazzi pellegrini: alcuni sono “brianzoli”, uno romano e una ragazza di Gorizia. Avevo proprio bisogno di compagnia (e molto probabilmente lo avevano intuito): ceniamo insieme nel “lussuoso” ristorante dell’albergo con addirittura della musica di sottofondo. Ebbene si: Kill to get Crimson di Mark… Quando si dice il destino…


Gli appunti presi sull’iPhone: scritti allora e lasciati così…

3 GIORNO
VIllafranca: 91,50 km / 7h00′
Ostello Villafranca (10 euro) + cena
Bei posti: zona parco fuori Logroño, Navarreta (chiesa e piazzetta), Crañon (chiesa), paesaggio distese di campi di grano tagliato dopo la pioggia
Altro: pioggia e fango, l’entrare e uscire dai paesetti, il buen camino e il braccio alzato dei camionisti, cena con i ragazzi di Milano e Ballantines, l’ostello e il ristorante.