undici settembre: dieci anni dopo

“Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti, e taccia.”
(Karl Kraus)

Stay Hungry. Stay Foolish.

August 24, 2011– To the Apple Board of Directors and the Apple Community

I have always said if there ever came a day when I could no longer meet my duties and expectations as Apple’s CEO, I would be the first to let you know. Unfortunately, that day has come.
I hereby resign as CEO of Apple. I would like to serve, if the Board sees fit, as Chairman of the Board, director and Apple employee.
As far as my successor goes, I strongly recommend that we execute our succession plan and name Tim Cook as CEO of Apple.
I believe Apple’s brightest and most innovative days are ahead of it. And I look forward to watching and contributing to its success in a new role.
I have made some of the best friends of my life at Apple, and I thank you all for the many years of being able to work alongside you.

Steve

michaelphelpsfoundation.org

Michael Phelps – 14th FINA World Championships – Shanghai 2011: oro nei 100 m e 200m farfalla, nella staffetta 4×200 sl e nella staffetta 4×100 misti, argento nei 200m sl e nei 200m misti, bronzo nella staffetta 4×100 metri stile libero.

La logica del male

Norvegia, 22 luglio: Oslo e Utoya.
La visione del fondamentalismo non appartiene ad uno specifico credo politico e non nasce in modo esclusivo da un credo religioso: rappresenta solo una ferrea, malata e distorta logica che trae la sua origine da una non-etica che ha paura di conoscere l’Altro.

LA PINARELLO

In bici anche questa domenica: “La Pinarello Marathon 2011″, 134 km su e giù per il Montello a più di 30 km/h di media…

Mark & Bob

Dopo qualche giorno rispetto al precedente post: così, all’improvviso… (!)

ARTE

2470 mt + 1620 mt + 1760 mt

Tre domeniche, tre GranFondo per un totale di 5850 mt di dislivello.

Sportful DolomitiRace 2011

BiEmme Marathon 2011

SellaRonda BikeDay 2011

30 years of Sultans

Dire Straits – 30 years of Sultans of Swing from straitjacket on Vimeo.

ALBERTO: Giro 2011

"Mi piacerebbe essere ricordato più come uomo che come corridore [...]" Alberto Contador: Giro d'Italia 2011

di Giorgio Viberti (La Stampa) (28 maggio 2011)

Una pagina che resterà nella storia del ciclismo. Terz’ultima tappa e settimo arrivo in salita di questo Giro d’Italia, traguardo ai 1360 metri di Macugnaga, in Val d’Ossola, terra dei walser ai piedi del Monte Rosa. Tutti aspettano un attacco di Scarponi o di Nibali, in lotta fra loro per il 2° posto in classifica e alleati contro il leader Contador per provare ancora a metterne in discussione la netta superiorità. A pochi km dall’arrivo, invece, parte da solo Paolo Tiralongo, 34enne siciliano residente nel Bergamasco, gregario modello dell’Astana che fino all’anno scorso era anche il team di Contador.

Alla sua dodicesima stagione fra i professionisti, «il Tira» non ha mai vinto una corsa. Per lui il ciclismo è sempre stato sudore, abnegazione e fatica al servizio dei capitani: Bartoli, Frigo, Casagrande, Belli, Cunego, Vinokourov, Contador… Questa volta però ci vuole provare, la Astana in quest’ultima settimana di Giro gli ha dato via libera, quindi può sperare finalmente nel suo primo urrà da professionista.

Al via della tappa il suo bimbo Salvatore, di 4 anni, l’aveva salutato urlandogli: «Papà, oggi numero 1». Gli è sembrato un segno del destino. Così, quando la corsa è arrivata nel vivo e tutti i big continuavano a controllarsi, è partito come una lepre. Tiralongo solo in testa con un centinaio di metri sul gruppo dei migliori. Joaquín Rodriguez prova a rimontarlo, ma desiste in fretta. Scatta allora Gadret, senza però guadagnargli un metro.

Sembra fatta per il siciliano, fisico da peso piuma, appena 169 cm per 57 kg, sguardo stravolto dalla fatica e dalla paura di essere raggiunto in extremis e beffato. Il sogno è lì, si avvicina. Ma ai 2 km conclusivi proprio Contador, il ballerino delle montagne, si alza sui pedali e mulina le gambette sui pedali come pistoni. Tiralongo è stremato, così Contador ai 400 metri finali gli piomba addosso come un rapace sulla preda: e tutti ripensano alla definizione di nuovo «Cannibale» che lo spagnolo si è ormai conquistato, per come ricorda Merckx. Pare profilarsi l’ennesimo dominio del Matador Rosa. Che invece a sorpresa supera sì Tiralongo, ma poi quasi lo traina, lo scorta, lo protegge negli ultimi 300 metri di sofferenza, di speranza, di magia. «Mi piacerebbe essere ricordato più come uomo che come corridore», avrebbe detto più tardi il Fenomeno spagnolo.

Nessun altro sport è paradigma della vita come il ciclismo. Contador potrebbe isolarsi, dilatare il proprio vantaggio su Nibali e Scarponi e conquistare altri 20″ di abbuono per il primo arrivato. Ma in ballo c’è l’amicizia e la riconoscenza verso l’ex fedele gregario che l’anno scorso lo aiutò a vincere il Tour. Certe cose valgono assai più di una tappa e degli 11.010 euro in palio per il 1° arrivato. Tiralongo lo sa, così quando esce dalla scia del suo ex capitano ed esala le ultime energie nello sprint è già sicuro di come andrà a finire.

«Era stato Alberto a dirmi di scattare a 6 km dalla fine – avrebbe ammesso -. Sapevo che mai, mai, mai mi avrebbe battuto». Contador finge di arrendersi, in realtà paga un debito di fiducia e amicizia. E mai sconfitta fu più dolce. Alle sue spalle arrivano sgranati gli altri big, con Nibali (3° a 3″) meglio di Scarponi (7° a 8″). «Sono più contento per la vittoria di Paolo che se avessi vinto io», dice commosso il signore in rosa. La morte che 7 anni fa lo sfiorò per un aneurisma cerebrale e la grave malattia che dalla nascita costringe su una sedia a rotelle il suo fratellino Raul gli hanno disegnato la strada da seguire. Ieri Contador l’ha voluta percorrere sino in fondo.