
“Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti, e taccia.”
(Karl Kraus)
Contador seguirá en activo: 'Vamos a ir hasta el final' http://t.co/2G7gl5CU via @elmundoes |
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“Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti, e taccia.”
August 24, 2011– To the Apple Board of Directors and the Apple Community I have always said if there ever came a day when I could no longer meet my duties and expectations as Apple’s CEO, I would be the first to let you know. Unfortunately, that day has come. Steve
Norvegia, 22 luglio: Oslo e Utoya.
In bici anche questa domenica: “La Pinarello Marathon 2011″, 134 km su e giù per il Montello a più di 30 km/h di media…
Dopo qualche giorno rispetto al precedente post: così, all’improvviso… (!)
Tre domeniche, tre GranFondo per un totale di 5850 mt di dislivello. Sportful DolomitiRace 2011
BiEmme Marathon 2011
SellaRonda BikeDay 2011
di Giorgio Viberti (La Stampa) (28 maggio 2011) Una pagina che resterà nella storia del ciclismo. Terz’ultima tappa e settimo arrivo in salita di questo Giro d’Italia, traguardo ai 1360 metri di Macugnaga, in Val d’Ossola, terra dei walser ai piedi del Monte Rosa. Tutti aspettano un attacco di Scarponi o di Nibali, in lotta fra loro per il 2° posto in classifica e alleati contro il leader Contador per provare ancora a metterne in discussione la netta superiorità. A pochi km dall’arrivo, invece, parte da solo Paolo Tiralongo, 34enne siciliano residente nel Bergamasco, gregario modello dell’Astana che fino all’anno scorso era anche il team di Contador. Alla sua dodicesima stagione fra i professionisti, «il Tira» non ha mai vinto una corsa. Per lui il ciclismo è sempre stato sudore, abnegazione e fatica al servizio dei capitani: Bartoli, Frigo, Casagrande, Belli, Cunego, Vinokourov, Contador… Questa volta però ci vuole provare, la Astana in quest’ultima settimana di Giro gli ha dato via libera, quindi può sperare finalmente nel suo primo urrà da professionista. Al via della tappa il suo bimbo Salvatore, di 4 anni, l’aveva salutato urlandogli: «Papà, oggi numero 1». Gli è sembrato un segno del destino. Così, quando la corsa è arrivata nel vivo e tutti i big continuavano a controllarsi, è partito come una lepre. Tiralongo solo in testa con un centinaio di metri sul gruppo dei migliori. Joaquín Rodriguez prova a rimontarlo, ma desiste in fretta. Scatta allora Gadret, senza però guadagnargli un metro. Sembra fatta per il siciliano, fisico da peso piuma, appena 169 cm per 57 kg, sguardo stravolto dalla fatica e dalla paura di essere raggiunto in extremis e beffato. Il sogno è lì, si avvicina. Ma ai 2 km conclusivi proprio Contador, il ballerino delle montagne, si alza sui pedali e mulina le gambette sui pedali come pistoni. Tiralongo è stremato, così Contador ai 400 metri finali gli piomba addosso come un rapace sulla preda: e tutti ripensano alla definizione di nuovo «Cannibale» che lo spagnolo si è ormai conquistato, per come ricorda Merckx. Pare profilarsi l’ennesimo dominio del Matador Rosa. Che invece a sorpresa supera sì Tiralongo, ma poi quasi lo traina, lo scorta, lo protegge negli ultimi 300 metri di sofferenza, di speranza, di magia. «Mi piacerebbe essere ricordato più come uomo che come corridore», avrebbe detto più tardi il Fenomeno spagnolo. Nessun altro sport è paradigma della vita come il ciclismo. Contador potrebbe isolarsi, dilatare il proprio vantaggio su Nibali e Scarponi e conquistare altri 20″ di abbuono per il primo arrivato. Ma in ballo c’è l’amicizia e la riconoscenza verso l’ex fedele gregario che l’anno scorso lo aiutò a vincere il Tour. Certe cose valgono assai più di una tappa e degli 11.010 euro in palio per il 1° arrivato. Tiralongo lo sa, così quando esce dalla scia del suo ex capitano ed esala le ultime energie nello sprint è già sicuro di come andrà a finire. «Era stato Alberto a dirmi di scattare a 6 km dalla fine – avrebbe ammesso -. Sapevo che mai, mai, mai mi avrebbe battuto». Contador finge di arrendersi, in realtà paga un debito di fiducia e amicizia. E mai sconfitta fu più dolce. Alle sue spalle arrivano sgranati gli altri big, con Nibali (3° a 3″) meglio di Scarponi (7° a 8″). «Sono più contento per la vittoria di Paolo che se avessi vinto io», dice commosso il signore in rosa. La morte che 7 anni fa lo sfiorò per un aneurisma cerebrale e la grave malattia che dalla nascita costringe su una sedia a rotelle il suo fratellino Raul gli hanno disegnato la strada da seguire. Ieri Contador l’ha voluta percorrere sino in fondo. |
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