“Entendre”

Riflessioni dopo un fine settimana complicato da ricordare e dimenticare.

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Si ricorda per vivere.

È per questo che il vivere deve trasformarsi nell’esserci: siamo in quanto ci siamo per gli altri e secondariamente per noi stessi, perché solo in questo modo – nell’esserci per gli altri – esistiamo.
Ed è quindi necessario che il ricordo di noi sia vero, sia lucido, sia armonia, quella “armonia che vince di mille secoli il silenzio”, perché noi stessi viviamo ed esistiamo in una proiezione che è ricordo, un ricordo che si estende, che si tramanda, che si produce e riproduce e che trae la sua forza e la sua intensità nel suo essere limpido e leggero, ma presente e forte.

Si ricorda per vivere, per ‘far vivere’.
“Je crois entendre encore…”