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“…con un giorno di vantaggio”.

Una voce fuori dal coro (anche se non troppo: difficile pensare male di una persona come Contador… cfr. ALBERTO: Giro 2011).

Intervista a Riccardo Magrini (EuroSport) – 8 febbraio 2012
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PULITO NELLE DICHIARAZIONI: IO STO CON CONTADOR
Riccardo è un fiume in piena, e come Alberto non si spiega il motivo che ha portato il Tas alla squalifica del corridore. “E’ vero che il clenbuterolo è una sostanza proibita, però anche la sentenza del Tas dice che ‘il doping non è provato’. Dimmi te se è giusto…. Io credo a Contador perchè a caldo, subito dopo la notizia della sua positività, tenne una conferenza stampa e fu fin da subito lucido nel dichiarare che aveva probabilmente assunto quella sostanza da una bistecca portatagli da un amico dai Paesi Baschi. E lo disse a caldo, senza andare a cercare troppe scuse, senza cercare cose successe ad altri. Questa è la chiave che mi porta a credere a Contador. Per la sua lucidità. Poi, nel corso dei mesi (18…!) sono emersi casi simili: i 109 calciatori dei mondiali giovanili, la vicenda che ha portato alla squalifica Alessandro Colò…”.

HA PRESO RISCHI, E’ STATO CONTROLLATO…
[…] “L’errore è stato far correre Alberto. Colò non aveva corso, era stato sospeso subito, e così si doveva fare con lo spagnolo. Io credo che gli errori siano stati fatti fin dal principo perchè se risulti positivo è giusto che tu venga sospeso. E poi nel caso squalificato. Ma se ti danno la possibilità di correre è giusto che i risultati da te ottenuti siano ritenuti validi. Hai preso rischi, sei stato controllato… Io davvero non capisco; ci sono voluti 565 giorni per arrivare a una sentenza di presunto doping. E poi due anni di squalifica, il massimo della pena. Assurdo”.

L’ERRORE DELLA FEDERAZIONE SPAGNOLA
Ovviamente anche la Federazione spagnola ha le sue colpe: riammettendo Contador non hanno fatto altro che “accendere” Uci e Wada. “Hanno la grande colpa di averlo riabilitato contro tutti e tutti – dice il ‘Magro’ -. Wada e Uci hanno poi presentato il ricorso che ha portato a tutte le conseguenze che sappiamo. A me sta bene che la Wada lo faccia, non l’Uci che va contro un suo tesserato…”.

IL TOUR 2010 E IL GIRO 2011 SONO SUE VITTORIE
Dobbiamo fare i giornalisti fino alla fine e non possiamo non ricordare a Riccardo che il clenbuterolo è una sostanza che non può essere autoprodotta: “Sì, ma c’è doping e doping. E tu lo sai che io sono per la radiazione per tutti quelli che barano. Però bisogna anche capire il tipo di doping. Questo non è doping conclamato. Ha fatto la macchina della verità, il quantitativo era ridicolo e poi dopo due giorni non aveva più nulla. E poi lo hanno controllato altre mille volte… Contador è stato molto lucido fin da subito e io – che non sono un suo tifoso – credo sia onesto. Penso che il Giro d’Italia, così come quel Tour de France incriminato siano sue vittorie. E credo anche che non sia giusto cancellargli i risultati, sulla strada aveva vinto lui. Al Tour de France 2011 poi è caduto tre volte, ha rischiato un sacco ed è stato controllato più volte. E se avesse vinto anche lì? Mi viene da dire: ‘meno male che ha fatto quinto…’”.

BASTA RETROATTIVITA’: SOSPENSIONE E SQUALIFICA IMMEDIATE
Sospendendo “senza prove” Contador non si fa altro che sommare “confusione alla confusione”. “Rientra ad agosto? Mi sembra una farsa. Lo sospendono, poi lo riammettono. Le squalifiche non possono essere retroattive. Ti becco, ti squalifico, e poi torni quando torni”. Ufficializzata la squalifica di Contador, in tanti hanno detto che a perdere sia stato tutto il movimento ciclistico. Magrini però la pensa diversamente: “Il ciclismo non perde da queste cose qua. La realtà è che il popolo del ciclismo si sente semplicemente poco protetto dall’opinione pubblica. L’entusiasmo della gente è ben altra cosa, e i tifosi sulle strade continueranno a esserci. Ne sono sicuro”.

PERCHE’ SI GUARDA SOLO AL CICLISMO?
[…] “Come dice Merckx, credo ci sia qualcuno che vuole la morte del ciclismo, che è in assoluto lo sport che ha fatto di più nella lotta al doping. Mi piacerebbe vedere qualsiasi altra persona sottoposto a ciò che richiede il ciclismo in questo periodo. Ti potrei elencare un sacco di sport più dopati del ciclismo…”.

IL CICLISMO E’ LO SPORT PIU’ CONTROLLATO IN ASSOLUTO
Lo blocchiamo, perchè a noi interessa semplicemente sapere da dove ripartire. O da dove continuare a correre: “Perchè in realtà siamo già ripartiti. Oggi i controlli che ci sono nel ciclismo non ci sono da nessun’altra parte”. Tempo fa i corridori prendevano le distanze da chi imbrogliava, ma in questo caso tutti hanno fatto sentire il proprio sostegno a Contador. “Uno che ha corso in bicicletta sa che se hai quei valori non nascondi nulla e che non alteri le tue prestazioni. E’ un’anomalia, l’intossicazione alimentare è l’unica conclusione plausibile. ‘Sono contento che non mi venga detto di essermi dopato’, l’ha detto lo stesso Alberto. Squalificato per una probabilità di doping. E’ assurdo… C’è da impazzire…”.

VERSO LA VUELTA: L’ULTIMO GIORNO NON SERVE – Impazzire. Riccardo Magrini ha colto nel segno, e come lui tutte quelle persone che hanno provato a guardare al di là della squalifica. Due anni di stop all’apice della carriera potrebbero distruggere l’uomo ancora prima del ciclista. Ma Alberto Contador, che nella vita ha già vissuto momenti terribili, saprà rialzarsi. “Sono d’accordo con Merckx ancora una volta: Alberto tornerà incazzato come una iena e vincerà la Vuelta con un giorno di vantaggio”.

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Michael Phelps – 14th FINA World Championships – Shanghai 2011: oro nei 100 m e 200m farfalla, nella staffetta 4×200 sl e nella staffetta 4×100 misti, argento nei 200m sl e nei 200m misti, bronzo nella staffetta 4×100 metri stile libero.

Giro d’Italia 2010: Ivan!

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“La bicicletta insegna cos’è la fatica, cosa significa salire e scendere – non solo dalle montagne, ma anche nelle fortune e nei dispiaceri – insegna a vivere. Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi”.

Un ritorno fatto di coraggio e umiltà: grande!

Inter!

Coppa Italia, Scudetto e Champions:  … e tre!

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“Grazie Mou, ora l’Inter è grande e anche le lacrime hanno senso”
di Marco Lombardo

Lacrime. Già, adesso le lacrime hanno un senso, adesso Massimo Moratti può piangere di gioia preparando un posto vicino alle foto seppiate di papà Angelo, adesso Josè Mourinho può liberarsi dei suoi tormenti, lui regista di una settimana da genio che nemmeno il suo addio può sporcare. Piangono tutti in campo e fuori al Bernabeu, ed è bellissimo mescolarsi nei fiumi di cerveza che scorrono nella notte di Madrid perché la birra – questa sera – è cosa nostra. The Champions siamo noi.
E allora grazie Josè, così piangono milioni di interisti che non avevano mai visto la coppa dalle grandi orecchie, se non nella casa del vicino che per anni ha sbandierato in faccia la sua superiorità internazionale. Oppure in qualche videocassetta sbiadita dai tormenti. Non eri un pirla, avevi detto, non ti avremmo cambiato, avevi aggiunto. Avresti cambiato noi, e l’hai fatto, lo si legge negli occhi dei 21mila – o forse più – nerazzurri che sciamano dal Bernabeu pronti ad una festa che non deve finire mai. Non può. San Siro aspetta, sarà la notte degli eroi, sarà l’ultima targata Mourinho e adesso tutti sappiamo perché è meglio lasciare così, con tre tituli irripetibili e l’invidia di chi credeva di aver capito tutto. Quelli che hanno una minima conoscenza del calcio scriveranno che ha vinto la squadra non certo il suo allenatore, ma per i tifosi – i tuoi e quelli nerazzurri, che ormai sono la stessa cosa e lo saranno comunque – chissenefrega: ha vinto l’Inter, hanno vinto loro, quarantacinque anni dopo.
Ed ecco allora che il Bernabeu diventa casa Inter, ancor prima che casa Mourinho. Ecco la festa, i coriandoli nerazzurri, la coppa alzata verso un Angelo e con un Massimo che ha finalmente trovato il suo paradiso. Ecco la notte che tutti hanno sempre sognato e che importa adesso che il presidente, a differenza della vigilia di Siena, non avesse trovato nel sonno la risposta ai suoi timori. Non ce n’era bisogno, questa coppa era destinata ad arrivare a casa Moratti, questa coppa è tornata a casa. E allora ecco le lacrime di Javier Zanetti, l’uomo dalle settecento vite, simbolo di un’Inter che non ha mollato mai neanche quando non era questa Inter.
Adesso, insomma, la musichetta della Champions ha un senso anche negli spogliatoi di Appiano Gentile e anche se ora si dovrà ricominciare da capo si può ripartire dalla cima. Da quei ragazzi che girano il campo col trionfo nel cuore, da quei tifosi impazziti intorno, da quel presidente che ha avuto la pazienza di imparare dai suoi errori di gioventù per diventare un Moratti da Champions, sapendo già che dietro di lui ce n’è un altro – Angelomario – che ha già ereditato il grande spirito bauscia. È successo, anche grazie a Mourinho naturalmente, anche grazie allo schema di Josè, che ha chiamato la palla tutta la settimana per lasciare la pressione lontana dai giocatori. Mourinho al Real, sì è parlato solo di questo. Ah già, poi c’è anche la partita…
E che partita è stata, se lo ricorderanno a lungo, ce lo ricorderemo per sempre. Ricorderemo le lacrime di Madrid, perché nessuno è riuscito a frenarsi, neanche gli eroi della Grande Inter che oggi hanno un’Inter Grande da festeggiare. E non si è frenato neppure Mourinho, nella gioia di aver fatto la cosa più grande della sua carriera: non è un fenomeno, dicono, ma è stato fenomenale. Per questo è meglio così, lasciarsi per ricominciare. O forse no. Ma di sicuro queste lacrime non sono mai state così belle.

Casey: il ritorno…

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Stagione Autunno Inverno 2009/2010

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Propositi, pretesti, progetti e programmi…

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200 metri in 19″19: Usain Bolt, Berlino 20 agosto 2009. Superman con un costume verde e giallo…

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BERLINO, 16 agosto 2009 – Usain Bolt

Alberto e Lance: “giallo” a Parigi

Una maglia per due, una squadra troppo stretta…. vedremo l’anno prossimo!

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Un “salto” a Londra…

Venerdì 14 novembre (con ritorno nella nottata di domenica 16) sono andato a fare una missione veramente particolare in terra inglese e più esattamente a nord-ovest di Londra nel Buckinghamshire: Marco mi aveva chiesto di accompagnarlo a ritirare un trampolino elastico per la sua società di ginnastica 5 Cerchi. Epico viaggio, eroico e periglioso assieme anche a Zane recuperato in Lussemburgo: più di 3000 km in 3 giorni toccando 7 nazioni europee diverse e oltrepassando la Manica via EuroTunnel…

Qui sopra il video dell’impresa e qui la pagina della società Ginnastica Artistica 5 Cerchi dedicata al viaggio e all’ambito oggetto del desiderio. Più sotto due foto: nella prima l’alba dalla spiaggia di Calais con sullo sfondo le bianche scogliere di Dover illuminate dal sole, nella seconda uno scorcio del bel paesaggio nel Buckinghamshire. 

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