Musica

Nils Lofgren, “Keith Don’t Go”

Finger-picking e thumb-pick…

Nostalgia

In attesa del prossimo album e del prossimo tour…

markslidenat

Two Shots Of Happy, One Shot Of Sad

Che bella: l’originale di Bono e la splendida interpretazione di Matt Dusk…

TWO SHOTS OF HAPPY, ONE SHOT OF SAD
for Frank Sinatra

Two shots of happy, one shot of sad
You think I’m no good
Well I know I’ve been bad
Took you to a place
Now you can’t get back
Two shots of happy, one shot of sad

Walked together
Down a dead end street
We were mixing the bitter
With the sweet
Don’t try to figure out
What we might have had
Just two shots of happy, one shot of sad

I’m just a singer
Some say a sinner
Rollin’ the dice
Not always a winner
You say I’ve been lucky
Well hell, I made my own
Not part of the crowd
Not feeling alone

Under pressure
Not bent out of shape
Surrounded
We always found an escape
Drove me to drink
But hey, thats not all bad
Two shots of happy, one shot of sad

Guess I’ve been greedy
All of my life
Greedy with my children
My lovers, my wife
Greedy for the good things
As well as the bad
Two shots of happy, one shot of sad

Maybe it’s just talk
Saloon singing
The chairs are all stacked
The swingers stopped swinging
You say I hurt you
You put the finger on yourself
Then after you did it
You came crying for my help

Two shots of happy, one shot of sad
I’m not complaining
Baby, I’m glad
You call it compromise
Well what’s that ?
Two shots of happy, one shot of sad
Two shots of happy, one shot of sad

(Bono & The Edge)

Chet & Mark

Che sorpresa trovare questo live sul “tubo”…
Penso che il breve duetto che si può ascoltare nel video qui sotto – tratto da un raro concerto dal vivo del 1987, la cui videocassetta custodisco gelosamente anche se oramai usurata dai moltissimi ascolti – sia uno dei pezzi strumentali che più di tanti altri esprime quello che mi ha fatto innamorare dello stile finger-picking di Knopfler e di Atkins e che ha rappresentato uno splendido esempio di tecnica e di improvvisazione – inimitabile per raffinatezza, semplicità, gusto e divertimento – da cercare di imitare ed – invano – di raggiungere…

Qui sotto invece il video, sempre tratto dal live del 1987, della bellissima “I Still Can’t Say Goodbye” di Chet Atkins.

Grazie Richard…

Richard Wright (28 luglio 1943 – 15 settembre 2008)
Diamante splendente: ora, il tuo vero grande concerto nel cielo…

Villa Manin: Mark…

Villa Manin (Codroipo, Udine) – 8 giugno 2008

Rieccoci. L’atmosfera che si respira entrando domenica sera a Villa Manin è molto simile al concerto di qualche anno fa a Villa Pisani: un contesto scenografico ed architettonico di grande fascino che racchiude come uno scrigno il primo palco all’aperto del Kill to get Crimson Tour.

La sorpresa accade qualche decina di minuti prima dell’inizio del concerto: Danny Cummings e Guy Fletcher si aggirano nel dietro palco e ben volentieri si avvicinano a noi scherzando, facendo autografi e stringendo mani… eccoli: “behind the scenes video diaries”!

Il concerto inizia con un clima un po’ “freddino”: si nota che la band è irritata dai mille flash delle persone che fanno foto e filmano nonostante siano state avvertite di non farlo… (domanda: ma cosa ti serve un flash di sera ad oltre 100 metri di distanza? Bah…).

La scaletta è identica – tranne il taglio di “Postcards from Paraguay” – a quella del concerto di Bolzano e cioè: Cannibals, Why Aye Man, What It Is, Sailing to Philadelphia, True Love Will Never Fade, The Fish And The Bird, Hillfarmer’s Blues, Romeo and Juliet, Sultans of Swing, Marbletown, Speedway at Nazareth, Telegraph Road, Brothers in Arms, Our Shangri La, So Far Away, Going Home. Veramente bella “Sailing to Philadelphia” e cantata benissimo, “The Fish and the Bird” sentita e commossa, “Hillfarmer’s Blues” (questa volta con molto più assolo di chitarra, spendido e sofferto, con la Gibson: a mio parere la più bella esecuzione live del tour 2008, forse anche perchè proprio inattesa) ed una versione lunghissima e di pura improvvisazione di “Marbletown” tra contrabbasso, violino e chitarra acustica Martin di Mark. E poi “Speedway”: epica, la più bella versione di sempre, la nuova “Sultans”. Bellissimo concerto: peccato per la gente decisamente non attenta, rumorosa e maleducata.

“Mi chiedo se non c’è nessun ‘per sempre’
nessun ‘camminare mano nella mano’
sulla strada di mattoni gialli
verso la terra del ‘mai-e-poi-mai’.
In questi giorni arrivo dove mi sono diretto,
alla fine seguirò pure le briciole di pane
per giungere dove desideravo essere,
dove volevo essere.
Il vero amore non svanirà mai…”

Alla prossima Mark!

PS tutte le foto del concerto – rigorosamente senza flash (!) – e di tutti i “miei” concerti di Mark adesso sono disponibili e visibili nella pagina dedicata a Mark che è raggiungibile cliccando qui.

Dubbiosa sicurezza

La settimana prossima – dopo la bellezza di 8 (otto) mesi – ci ritroviamo a suonare…

Ancora una volta: Mark…

Bolzano, 17 aprile: Kill to get Crimson Tour

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Anche se quella sera a Bolzano non l’ha suonata
è sicuramente una delle più belle ballate mai scritte da Mark :

NEL CIELO

Sei a casa dal mare, mio cantore dell’anima,
sei andato a vagabondare lontano da qui,
hai resistito a una tempesta, il tuo cuore impavido
ha attraversato ogni oceano nella barca che hai costruito.

Hai suonato il tuo corno, spaventando i fantasmi,
nessuna bizzarria o tremolio nei tuoi libri.
Hai navigato tutta la notte,chiaramente in vena,
come un uccello che vola nel suo elemento nel cielo.

Entrando di corsa nella marea con le prime stelle,
la luna sull’acqua e il suono di chitarre
sfumano nel ritorno a casa mentre cade la notte,
per annodarsi nel rifugio vicino al vecchio muro del porto.

E il tenace straniero sordo come una campana
che sta in piedi accanto al fuoco dove sono stroncati
i sogni di un poeta.
Lui non può sapere la storia, non può sentire il dolore
e tutta la gloria cade intorno a lui come pioggia nel cielo.

Sei una luce nel buio, un faro di speranza,
forte come una barca del mare, forte come una cima,
e il vento vagabondo sussurra sulla baia
e le canzoni e il ridere sono portati via nel cielo.

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Inoltre due video proprio di quella serata: una inaspettata ma splendida e sofferta “Hill Farmer Blues” da “The Ragpicker’s Dream” (per la prima volta dal vivo con un crescendo molto “vissuto”) e l’incredibile “Postcards from Paraguay” da “Shangri La”…
Delle altre canzoni ricordo con vera emozione “The Fish and the Bird” (semplicemente pura poesia in musica), “Marbletown” con Mark che improvvisa in fingerpicking su una acustica, una “Speedway at Nazareth” trionfale con la discesa del “dobro-disco” e – forse – la più bella versione che ho mai sentito dal vivo di “Brothers in Arms” con un finale più lungo del solito con numerosi fraseggi conclusivi molto coinvolti e convolgenti che indugiavano nel far cessare quell’atmosfera così lirica e commossa…

Qui c’e’ una galleria di foto spettacolari del concerto di quella sera (fatta probabilmente da due tipi – gli amici del giovedi’ – seduti in prima fila…): slide show.

Per adesso basta, ma ci vediamo a Villa Manin in giugno!

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PS un grazie a Nico e Chiara per avermi regalato il biglietto per questo incontro “alto-atesino” con Mark, many many thanx!

Cartoline d’autore…

kill to get a crimson

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