Dubbiosa sicurezza

La settimana prossima – dopo la bellezza di 8 (otto) mesi – ci ritroviamo a suonare…

Ancora una volta: Mark…

Bolzano, 17 aprile: Kill to get Crimson Tour

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Anche se quella sera a Bolzano non l’ha suonata
è sicuramente una delle più belle ballate mai scritte da Mark :

NEL CIELO

Sei a casa dal mare, mio cantore dell’anima,
sei andato a vagabondare lontano da qui,
hai resistito a una tempesta, il tuo cuore impavido
ha attraversato ogni oceano nella barca che hai costruito.

Hai suonato il tuo corno, spaventando i fantasmi,
nessuna bizzarria o tremolio nei tuoi libri.
Hai navigato tutta la notte,chiaramente in vena,
come un uccello che vola nel suo elemento nel cielo.

Entrando di corsa nella marea con le prime stelle,
la luna sull’acqua e il suono di chitarre
sfumano nel ritorno a casa mentre cade la notte,
per annodarsi nel rifugio vicino al vecchio muro del porto.

E il tenace straniero sordo come una campana
che sta in piedi accanto al fuoco dove sono stroncati
i sogni di un poeta.
Lui non può sapere la storia, non può sentire il dolore
e tutta la gloria cade intorno a lui come pioggia nel cielo.

Sei una luce nel buio, un faro di speranza,
forte come una barca del mare, forte come una cima,
e il vento vagabondo sussurra sulla baia
e le canzoni e il ridere sono portati via nel cielo.

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Inoltre due video proprio di quella serata: una inaspettata ma splendida e sofferta “Hill Farmer Blues” da “The Ragpicker’s Dream” (per la prima volta dal vivo con un crescendo molto “vissuto”) e l’incredibile “Postcards from Paraguay” da “Shangri La”…
Delle altre canzoni ricordo con vera emozione “The Fish and the Bird” (semplicemente pura poesia in musica), “Marbletown” con Mark che improvvisa in fingerpicking su una acustica, una “Speedway at Nazareth” trionfale con la discesa del “dobro-disco” e – forse – la più bella versione che ho mai sentito dal vivo di “Brothers in Arms” con un finale più lungo del solito con numerosi fraseggi conclusivi molto coinvolti e convolgenti che indugiavano nel far cessare quell’atmosfera così lirica e commossa…

Qui c’e’ una galleria di foto spettacolari del concerto di quella sera (fatta probabilmente da due tipi – gli amici del giovedi’ – seduti in prima fila…): slide show.

Per adesso basta, ma ci vediamo a Villa Manin in giugno!

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PS un grazie a Nico e Chiara per avermi regalato il biglietto per questo incontro “alto-atesino” con Mark, many many thanx!

Cartoline d’autore…

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JJ Cale & Eric Clapton

Vera goduria per le orecchie: lo consiglio a chiunque! Mettere insieme di nuovo l’autore di canzoni come “After Midnight” e “Cocaine” e il loro esecutore non poteva che dare un risultato splendido.

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“Chitarrotzo”…

Martedì sono ritornato su a Rotzo per l’ennesima (!) cena conclusiva di fine scavo: dopo tante parole e discorsi relativi a assoli, chitarristi, ampli, concerti e quant’altro io e lo Zambo siamo riusciti a suonare insieme. Molta ruggine e dita “intrizzite” per il freddo, ma almeno e’ un inizio…

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Il Portiere della Notte

Un altro testo per i PraeTesto, di parecchi anni fa, questo volta mai messo in musica…

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Eric Clapton – Arena di Verona, 10 luglio

Lunedì sono andato a vedere Eric Clapton all’Arena di Verona: caldo pazzesco e sole a picco, posto in tribuna non numerata regalato da Fede e Jacopo.
Allora: di attesa ce n’era, e molta, specialmente per il fatto che non lo avevo mai avuto la possibilità di ascoltarlo dal vivo, ma da sempre ho consumato la videocassetta del suo concerto “24 nights” nel cercare di imitare quel tocco così pieno, deciso ed aggressivo.

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Prima di lui si è esibito sul parco Robert Cray: blues in piena regola anche se non molto coinvolgente come “deve” in realtà essere un gruppo spalla, anche se dire che Cray è una spalla è decisamente riduttivo…
E poi arriva Calpton: attacco come lo avevo immaginato e desiderato. Pianoforte e rullatona e inizia “Pretending”!
Il gruppo è veramente notevole: una band di undici elementi, Doyle Bramhall II e Derek Trucks alle chitarre, Willie Weeks al basso, Steve Jordan alla batteria, Chris Stainton e Tim Carmon alle tastiere, Simon Clarke, Roddy Lorimer e Tim Sanders ai fiati e le coriste Michelle John e Sharon White.
Ci sono stati momenti veramente belli e toccanti: mi piace ricordare “Running on Faith”, una lunghissima e bellissima “Old Love”, “Back Home” in una splendida versione tutta acustica, “Nobody Knows when You’re down and out”, un’esplosiva “Layla” e l’intramontabile “Wonderful Tonight”. In fase finale è salito sul palco anche Robert Cray ed hanno eseguito insieme “CrossRoads” e “Cocaine”.

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Un bel concerto con assoli di Clapton e anche dei suoi chitarristi veramente lunghi e travolgenti: un concerto di musicisti di un livello tecnico assoluto, forse non troppo coinvolgente dal punto di vista di contatto con il pubblico (Clapton si è limitato a qualche “grazie” e un “buona notte” verso il pubblico), ma sicuramente 2 ore di splendida musica suonata in maniera magistrale dal più grande chitarrista rock-blues di sempre!
Una galleria delle foto del concerto la si può trovare nella sezione Foto Album del blog.

Mark & Emmylou, Arena di Verona – 3 giugno

Sabato sera sono stato con Nico e Chiara a vedere il concerto di Mark e Emmylou Harris: come ho già scritto in un altro post, l’album che portavano in tour, dopo una prima mia preconcetta titubanza, mi è invece piaciuto proprio molto e quindi l’attesa per questo concerto era decisamente alta.

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Per me assistere ad un concerto di Mark è sempre il coronamento di un sogno: avere l’occasione di di poter vedere dal vivo la persona che ti ha fatto innamorare della chitarra, che ti fatto sognare con le sue canzoni, con i suoi assoli, con i suoi testi è quanto di più gioioso mi possa capitare. Forse può sembrare eccessivo, ma per me è così: è proprio una gioia… grande.

Che dire: il fascino dell’Arena è indiscutibile, ma la musica che abbiamo potuto ascoltare è stata proprio unica, molto raffinata ma allo stesso tempo colma di emozione.
L’amplificazione era splendida, la voce di Mark ancora più bella del solito e l’intreccio con quella di Hammylou veramente particolare. Gli interventi di Mark con la chitarra sono stati molto più rari rispetto ad altri concerti solisti, ma quando si è lasciato andare ad alcuni assoli ha saputo veramente espirmere al meglio il suo finger picking fatto di una sensibilità profonda, di un gusto induscutibile e di una tecnica senza confronti.
Tra le canzoni che particolarmente mi hanno emozionato mi piace ricordare “This is Us” con un assolo distorto e cattivo veramente bello, la cavalcata di “Speedway at Nazareth” con il crescendo finale fatto di assolo di chitarra e violino eseguito con una carica incredibile, lo splendido duetto con Emmylou di “If This is Goodbye”, una splendida e dolcissima “Shangri La” e “So far Away”, una canzone semplice ma che, eseguita ultimamente da Mark verso la fine dei concerti, mi muove dentro un sentimento misto di nostalgia, di riconoscenza e di passione: penso che siano sentimenti che solo la vera musica, quella che parte dal cuore, ti sappia regalare.

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Per l’occasione ho creato una serie di pagine del blog dove si possono trovare tutte le foto e qualche filmatino degli ultimi due concerti di Mark: per vederle basta cliccare questo link oppure potete trovare una selezione delle foto migliori nella sezione foto album del blog.

Quanto mi sbagliavo…

Devo proprio ammetterlo: mi sbagliavo e di molto!

All’inizio l’idea di un album di Knofpler con Emmylou Harris e di un successivo tour non mi facevano impazzire… E’ sufficiente invece ascoltare alcune tracce del nuovo album “All The Roadrunning” per rendersi conto di quanto l’unione di questi due musicisti sia riuscita a far nascere un disco talmente bello e raffinato che è un vero piacere ascoltarlo e riascoltarlo anche per accostarsi ad una musica che spesso, per giudizi affrettati, ti viene spontaneamente da scartare e considerare lontana dal tuo mondo.

Sicuramente la chitarra, la voce e l’isprazione di Mark (quasi tutte le canzoni sono scritte da lui) rendono il prodotto molto meno “esclusivamente country”, anzi: quella che si ha il privilegio di ascoltare è un’alchimia più particolare, più pregiata e che va oltre una classificazione semplicistica per generi.

Personalmente trovo bellissima la chitarra acustica in “Love And Happiness”, splendida nella musica e nel testo “This is Us” (grande assolo finale di Mark!) e “If This is Goodbye”, molto bello e ‘che spinge’ il riff unito al duetto vocale in “Right Now” e veramente eccezionali “I Dug Up A Diamond” e “Rollin’ On”. Tutte le tracce hanno però un qualcosa che te le fa apprezzare: non avrei mai pensato che questo album mi sarebbe piaciuto tanto!
Bello, bello, bello: non vedo l’ora che arrivi il 3 giugno per poterli ascoltare all’Arena…

Da un’intervista a Knopfler:
“This Is Us” è una canzone che ho scritto dalla parte della gente comune: in questo caso dalla parte della gente comune americana. Perché chiunque (…) capisce che la vita è la vita delle persone comuni: questa canzone è una celebrazione della vita delle persone e dei loro sentimenti d’amore. (…) E’ un album che sottolinea il valore straordinario di una vita ordinaria: un valore che, dopo tragedie come quella dell’11 settembre, è giusto recuperare nelle sue espressioni più semplici e genuine.