Fractalia

MacPro(S): Woodcrest & Harpertown

Non ne avevo ancora parlato: sono le “mie” due nuove splendide postazioni desktop rispettivamente per la sede di Ca’ Emo (Monselice) e per la sede del Dipartimento in centro a Padova.

Il primo MacPro – arrivato in gennaio – è un doppio Intel Xeon 5100 series (“Woodcrest”) da 2,66 Ghz che ha la gestione – tramite Apple Remote Desktop – delle postazioni in aula informatica, in aula didattica e in biblioteca e dell’amministrazione del Workcenter Xerox a Monselice; il secondo – arrivato a fine marzo – è un singolo Intel Xeon 5400 series (“Harpertown”) quad-core da 2,8 Ghz che ha preso il posto e l’eredità dell’inossidabile e affidabilissimo PowerMac G5 Quad che è stato trasferito presso i laboratori di Ponte di Brenta, dove potrà continuare a dare belle soddisfazioni in ambito DTP.

Macchine notevoli, efficientissime: Leopard su di loro sembra più leggero di Panther (…), la virtualizzazione di altri OS sembra molto più reale che virtuale, la CS3 va che è uno spettacolo. Insomma: notevoli, veramente notevoli. Hanno inoltre l’incredibile pregio di avere un sistema di ventilazione che – praticamente – non si sente… (!).

Fotografare

Sempre da Mantova.
Fotografare nei “terzi”: dando ragione ad Euclide ed alla sua ordinata geometria ed armonica.

Fotografare panorami: accorgersi che la tua bella compattina Olympus mju li fa bene, da sola e in automatico con correzione delle distorsioni. E già attaccandole…!

Mantova – Palazzo Te, “La forza del bello”

L’Arte greca conquista l’Italia
PALAZZO TE MANTOVA   29 MARZO – 6 LUGLIO 2008

zeus

IronMan

Gran bel film! Sicuramente uno dei migliori della serie Marvel-DC Comics (dopo ovviamente Spidey!) con un ottimo compromesso tra fumetto-effetti speciali-humor.
Bello bello…

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“Non sono niente […]

"Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere d’essere niente. A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo [...] Fernando Pessoa

USB 2

Questa mattina in ufficio…
Studentessa MCP disperata con iBook G3 500 Mhz e hard disk mal funzionante: “Mi sa che devo sostituire il disco, vero?”
Io: “Già. Hai un backup dei dati?”
Studentessa MCP: “Si, ho comprato un disco esterno da Media World, ma è molto lento e mi dà dei problemi…”
Io: “Si, hai preso un disco esterno con interfaccia USB 2 e il tuo vecchio Mac non la supporta…”
Studentessa MCP: “Come no? Ecco qui: ci sono due cavi USB (indicando la USB per i dati, quella supplementare per l’alimentazione e i rispettivi ingressi sul Mac)… USB 1 e USB 2…!”
Io: “…”

Buon Natale

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Dedicato ai migliori…

Noi che facevamo “Palla Avvelenata”.
Noi che giocavamo regolare a “Ruba Bandiera”.
Noi che non mancava neanche “dire fare baciare lettera testamento”.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo “Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini”.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che “se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce”.
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d’aria
mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l’ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi che giocavamo a “Indovina Chi?” anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
Noi che ci spaccavamo le dita per giocare a Subbuteo.
Noi che avevamo il “nascondiglio segreto” con il “passaggio segreto”.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..)
Noi che guardavamo “La Casa Nella Prateria” anche se metteva tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che si andava a messa se no erano legnate.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che non avevamo nemmeno il telefono fisso in casa.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell’orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che però sappiamo a memoria “Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)”.
Noi che “Disastro di Cernobyl” vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d’olio.
Noi che non sapevamo cos’era la morale, solo che era sempre quella… “fai merenda con Girella”…
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era Happy Days.
Noi che il primo novembre era “Tutti i santi”, mica Halloween.

Laboratorio: giovani archeologi al lavoro…

In laboratorio sul tavolo di giovani laureande, inquietanti e millenarie presenze…

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Monte Venda: una domenica invernale…

“Dopo tanta nebbia […] respiro il fresco che mi lascia il colore del cielo…”
(G. Ungaretti)

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