Cogito

Celeste!

celeste

Pietro e Paolo

Circa un mese fa, a Roma.
Entriamo.
Santa Maria del Popolo: la chiesa, quasi secondaria rispetto all’ampiezza della piazza e soffocata dal passeggio tra l’obelisco e la salita al Pincio.
Come sempre, quando entri a Roma in una chiesa, la sensazione è quella di varcare una soglia che delimita tempo, ritmi e suoni: silenzio, il leggero chiacchiericcio delle comitive, i passi e il loro riverbero sui marmi e le colonne. Ed in questa assenza l’esuberanza dell’arte tronfia e barocca che, accumulata nel tempo e stratificata negli stili, ti ubriaca della sua spavalda presenza.

Ma qui dentro c’è Caravaggio.

E dopo aver camminato per le navate, tra Pinturicchio, Bramante e guardando con occhio divertito la Cappella Chigi resa addirittura troppo famosa per la sua ribalta holliwoodiana grazie a Dan Brown e non per essere ideata e modificata da Raffaello e Bernini, finalmente, a sinistra dell’altare, eccoli. I “due Caravaggio”: la Crocifissione di san Pietro e la Conversione di San Paolo.

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L’entusiasmo per la vita è inversamente proporzionale alla nostra assuefazione nei confronti della bellezza e dell’emozione.

Lasciamoci stupire.
E commuovere.

Natale 2013

Betlemme in ebraico בֵּיִת לֶחֶם, [Beit Lehem]: lett. “Casa del Pane”.
Essenziale, primario, indispensabile…
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The newly discovered shard includes the first archaeological evidence that Bethlehem existed at the time of the First Temple in Jerusalem, according to the Israel Antiquities Authority [Credit: Israel Antiquities Authority/Clara Amit]. Archaeologist Eli Shukron said the inscription was significant for being the first archaeological evidence that Bethlehem existed as a city at that time, generally referred to by biblical archaeologists as the First Temple period.
The shard, measuring just 1.5 centimers (0.6 inches) across, was found by crews sifting through debris removed from the excavation site known as the City of David, just outside the walls of Jerusalem’s Old City, according to the Antiquities Authority.
The shard was a bulla, or a seal imprint, of a kind used to seal shipments of silver or goods paid as tax to the Kingdom of Judah in the late 8th and 7th centuries BCE, according to Shukron. The fragment also includes the Hebrew word “seventh” and what Shukron said was the end of a word meaning “for the king,” suggesting it was connected to a tax paid by Bethlehem in the seventh year of the rule of one of the kings of Jerusalem.

“This is the first time the name Bethlehem appears outside the Bible in an inscription from the First Temple period, which proves that Bethlehem was indeed a city in the Kingdom of Judah, and possibly also in earlier periods”, Shukron said in the statement released Wednesday.

Author: Matti Friedman | Source: The Times of Israel [May 23, 2012]

undici settembre

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“Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti, e taccia.”
(Karl Kraus)

Verso la laguna…

"Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole ed arriva sempre come ricompensa dopo la pioggia.
Apri le ali... Ora volerai. Il cielo sarà tutto tuo." (Luis Sepúlveda)

Quasi San Giacomo

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“[…] Meno cinquanta, meno quaranta, meno trenta… È strano: cominci a rallentare, addirittura ti fermi, sopraffatto da un miscuglio di sensazioni e di pensieri, come negli occhi gocce di sudore e di emozione. Si scollina il monte Gozo e in lontananza vedi Santiago: l’avvicinamento lo vuoi, lo fai, lo devi fare lento. Non c’è stanchezza, forse solo incredulità.” (8 giorno: Portomarin – Santiago de Compostela)
Un pensiero a chi non è mai arrivato: 24 luglio 2013.

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Alla faccia della concorrenza, del finto pensare differente, della finta omologazione, del copiare tutto, del criticare senza conoscere.
E della non-innovazione.

Grano, papaveri e camomilla…


...per riposare anima e cuore.

Quaranta e quarantadue

Ieri ho compiuto quarant’anni.
L’altro ieri ho visto per la prima volta questo video.
“Stairway to Heaven” è una canzone che ha quarantadue anni.

Due più di me.

L’entusiasmo di Jimmy Page, il sorriso di John Paul Jones e le lacrime di Robert Plant, nell’ascoltare il 26 dicembre 2012 questa versione in occasione dei Kennedy Center Honors, ti fanno capire che gli anni non contano. Ma valgono.

Pasqua 2013

Su tutto, in questi giorni, parole e silenzi che rompono, distruggono e tolgono.
E su tutto, proprio per questo, l’importante è non farsi prendere anche quella: “non farsi rubare la speranza”.

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