Cogito

2016

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Farsi 15 km in una Roma semi deserta, tra piazze vuote, mura, colonne e teatri eterni monumenti di una storia che va al di là di noi, tra bar, botteghe e locali che si risvegliano con sonnolente indolenza per arrivare infine tra le colonne del Bernini e sentirsi augurare buon Anno e buon pranzo da Francesco, con quella grandiosa semplicità e spontanea confidenza che possiedono le Persone vere, lascia stupiti e ti fa guardare al 2016 con un sorriso… Buon Anno…

42

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42 anni, 42 chilometri: la prima maratona. E non mi interessano gli intertempi, il passo al chilometro o altro ancora. Oggi nell’equazione s=v*t mi interessa solo la “s” dello “spazio”: i traguardi che riesci a tagliare con la tenacia e costanza che scopri – e ti stupisci – di avere.

La “giusta distanza” nel “tempo giusto”: ognuno il suo. A chi mi ha accompagnato e me lo ha insegnato: grazie.

Veleno

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“L’orrore di Parigi fa parte della modalità di pensiero contemporanea. La rapidità con cui Salvini è riuscito a mettere in fila cazzate grossolane in rete lo testimonia. La reazione all’orrore è sempre quella di sbracciare a caso e di tacciare di coglioneria chiunque cerchi di capire.
Non esiste servizio segreto in grado di prevenire il veleno che una nazione ha nel suo stesso corpo e illudersi che le nazioni siano scatole chiuse è fatale, credo sia innanzitutto questo il primo equilibrio da cercare.
Preferisco chi chiede di pregare a chi chiede di sparare.
Tuttavia armi e religioni vengono considerate soluzioni, mentre spesso sono il problema.”

Natalino Balasso, 14 novembre 2015

Un posto ci sarà…

“Un posto ci sarà
per questa solitudine
perché mi sento così inutile
davanti alla realtà.
Un posto ci sarà
fatto di lava e sole
dove la gente sa che è ora di cambiare…”

Pino Daniele
(1955 – 2015)

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e respira tutta l’aria che puoi…

“Siedi qui
e lasciati andar così,
lascia che entri il sole dentro te
e respira tutta l’aria che puoi,
i profumi
che senti anche tu
sparsi intorno a noi:
guarda là
quella nuvola che va
vola già dentro nell’eternità…”

Mango
(1954 – 2014)

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“Entendre”

Riflessioni dopo un fine settimana complicato da ricordare e dimenticare.

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Si ricorda per vivere.

È per questo che il vivere deve trasformarsi nell’esserci: siamo in quanto ci siamo per gli altri e secondariamente per noi stessi, perché solo in questo modo – nell’esserci per gli altri – esistiamo.
Ed è quindi necessario che il ricordo di noi sia vero, sia lucido, sia armonia, quella “armonia che vince di mille secoli il silenzio”, perché noi stessi viviamo ed esistiamo in una proiezione che è ricordo, un ricordo che si estende, che si tramanda, che si produce e riproduce e che trae la sua forza e la sua intensità nel suo essere limpido e leggero, ma presente e forte.

Si ricorda per vivere, per ‘far vivere’.
“Je crois entendre encore…”

September 11

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Flight 93 National Memorial – Pennsylvania

Fenicotteri termali

Una riflessione scritta su Facebook…

Calamarata.


Coincidenze di libere visioni “culinarie”: inizio luglio, litorale romano, giornate di mare.

Certi panorami …

… esistono per lasciarti senza fiato.
(Sella Ronda Bike Day – 22 giugno 2014)

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