Il mio maestro…

L’inizio di un recente articolo scritto dal “mio prof e maestro”: per quanto riesca molto spesso ad essere in disaccordo e ad arrabbiarmi con lui (dialetticamente parlando), è innegabile la genialità di quest’uomo e per questo non si puo’ che ammirarlo e volergli bene…

UNA RIFLESSIONE SULLA CARTOGRAFIA

La capacità di interiorizzare (“mappe mentali”) ed estrinsecare in forma simbolica (“mappa”- tout court) una rappresentazione del mondo esterno rappresenta una delle aree di ricerca più affascinanti e dibattute da un’estesa gamma di discipline (da quelle topologiche e spazio-geografiche, alla pisicologia cognitiva, alla paleo- psicologia): una nozione crescentemente pervasiva, al riguardo, è quella della marcata variabilità di tale funzione relazionale che attraversa il genere (dimorfismo cognitivo maschio/femmina), le culture, lo sviluppo del singolo individuo e la traiettoria evolutiva dell’intera specie umana.

Mappare il mondo è un’abilità, evolutivamente selezionata, strettamente legata alla struttura stessa del cervello umano (“modello computazionale della mente” ) come processore seriale e parallelo e alla sua capacità di istanziare “schemi di piano” sensitivi al contesto operativo, di utilizzare simboli-icone, metafore e categorizzazioni socialmente condivisibili e di amministrare, in modo sfumato (logica fuzzy), le varie fonti di incertezza comportamentali/decisionali, a partire proprio da quelle spaziali. Al di là delle diverse architetture formali in cui una mappa si organizza, possono essere connotate come “mappe” rappresentazioni così lontane nel tempo, nello spazio, nonché per finalità, contenuti e forma, quali i dipinti del paleolitico superiore della grotta di Lascaux, il prototipo (evocativamente chiamato, appunto, “Cave”) di realtà virtuale-immersiva 3d, la mappa cinquentesca “a volo d’uccello” del Dal Cortivo degli Euganei o un’immagine satellitare ad alta risoluzione con georeferenziazione in ambiente GIS dello stesso areale (cfr. oltre): si tratta, in ogni caso, di “ambienti virtuali” (cognitivi e/o fisici e/o digitali) in genere “diminuiti” (riduzione tematica e simbolica), ma ora anche “aumentati”, che servono per agevolare un qualche tipo di “navigazione” esplorativa o ricognitiva sul territorio.

Armando De Guio

  • zane

    Letto tutto.
    Massa complicá par mi, me ga fatto vegner el mal de testa.